Artemisia Lomi Gentileschi

Giuditta che decapita Oloferne


Autoritratto come allegoria della Pittura


Susanna e i vecchioni


Danae


Allegoria dell'Inclinazione


Giuditta con la sua ancella


Cleopatra


Giaele e Sisara


Madonna col Bambino


Ester e Assuero


Ritratto di gonfaloniere


Nascita di san Giovanni Battista


Autoritratto come martire


Adorazione dei Magi

Artemisia Lomi Gentileschi (Roma, 8 luglio 1593 – Napoli, 14 giugno 1653) è stata una pittrice italiana di scuola caravaggesca. Vissuta durante la prima metà del XVII secolo, riprese dal padre Orazio il limpido rigore disegnativo, innestandovi una forte accentuazione drammatica ripresa dalle opere del Caravaggio, caricata di effetti teatrali; stilema che contribuì alla diffusione del caravaggismo a Napoli, città in cui si era trasferita dal 1630. Negli anni settanta del novecento, a partire dalla notorietà assunta dal processo per stupro da essa intentato, diventò un simbolo del femminismo internazionale, con numerose associazioni e circoli ad essa intitolate. Contribuirono all'affermazione di tale immagine la sua figura di donna impegnata a perseguire la propria indipendenza e la propria affermazione artistica contro le molteplici difficoltà e pregiudizi incontrati nella sua vita travagliata.


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