GIORGIONE

Tempesta - 1506-08


Venere dormiente - 1510


Tre filosofi - 1509


Concerto campestre - 1509


Laura - 1506


Pala di Castelfranco - 1505


Giuditta con la testa di Oloferne - 1504


Adorazione dei pastori Allendale - 1500


Vecchia - 1505


Giudizio di Salomone - 1501


Tramonto - 1510


Prova di Mosè - 1501


Il Cristo portacroce è un dipinto a olio su tela di Giorgione o Tiziano, databile al 1508-1509 circa e conservato nella Scuola Grande di San Rocco a Venezia.


Ragazzo con la freccia - 1505


Gentiluomo con un libro - 1510


Doppio ritratto - 1502


Tre età dell'uomo - 1501


Autoritratto - 1510


Omaggio a un poeta - 1505


Nuda - 1506


Warrior with Groom - 1510

Giorgione, pseudonimo di Giorgio Barbarella o Zorzi da Castelfranco (Castelfranco Veneto, 1478 circa – Venezia, 1510), è stato un pittore italiano della scuola veneta. Nonostante la grande popolarità dell'artista ancora in vita, la sua è una delle figure più enigmatiche della storia della pittura. Non ha firmato alcuna opera e la ricostruzione del suo catalogo, nonché la determinazione dei significati iconografici di molte sue opere, è oggetto di numerose controversie e dibattiti tra gli studiosi. Fu attivo sulla scena pittorica veneziana per poco più di dieci anni, segnando un'apparizione repentina ma sfolgorante, che nella storiografia artistica ha poi assunto proporzioni leggendarie. Anche restringendo al massimo il suo catalogo e volendo ridimensionare i commenti iperbolici che seguirono la sua morte, la sua attività segnò sicuramente una svolta epocale nella pittura veneta, imprimendo una decisiva svolta verso la "Maniera Moderna".
"Giorgione" era il soprannome legato probabilmente alla sua alta statura fisica. Giorgione stesso fu comunque sfuggente, inafferrabile e misterioso: a Gabriele D'Annunzio appariva "piuttosto come un mito che come un uomo".


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