LA MEDAGLIA

 

Lo stavano decorando davanti a migliaia di persone, Dio... che emozione.
La moglie lo guardava con orgoglio, talmente smisurato che proprio non riusciva a trattenere.
Di tanto in tanto si voltava verso gente sconosciuta gridando: "E' mio marito, è mio marito".
Con la macchina fotografica faceva lampeggiare il flash in continuazione, cercando di fissare ogni immagine, veramente proprio tutto, la bandiera, il plotone schierato, i suoi compagni in fila che forse lo avevano ammirato.
Guardate... gli stanno portando la medaglia, ora si avvicina il grande capo, mi sento svenire, è mio marito, quello... sapete, è Johnny, mio marito.
Qualcuno applaudiva. Anche lei, in fondo, poi, la moglie di un decorato qualche particina nella storia l’avrà anche avuta, quanto meno le lacrime della partenza, l’attesa delle notizie, le poche ore trascorse insieme, così è la vita.
La medaglia era stata appena appuntata sulla divisa estremamente pulita, chiara, che faceva risaltare maggiormente il grande onore meritato lassù nel cielo, dove aveva abbattuto dieci aerei nemici, guardando giù con soddisfazione aveva visto che qualcuno s’era pure salvato, gli altri, esplosi tra tanta ferraglia, non gli avrebbero più dato fastidio.
E poi è tutto un gioco pensava... accarezzando la medaglia, o me o loro, uno doveva pur morire!
Quello è mio marito, ripeteva la moglie, bravo, bravo Johnny gli gridavano gli amici.
Cosa importava se nello stesso momento alcune donne piangevano, per fortuna non facevano troppo rumore.
I bambini vicini, abbracciati, stavano zitti, è strano, si capisce poco il pianto di una mamma, cosa avrà... pensò il figlio più grande allontanandosi e lasciandola sola.
Sfilò il plotone d’onore davanti all’eletto, al fortunato, mentre i fucili puntati verso il cielo, lo stesso cielo teatro di questi giochi mortali, spararono per puntualizzare meglio la cosa, sottolineare agli altri che avrebbero potuto un giorno, prendere il suo posto, là davanti a tutti, con un’altra medaglia.
Dio... poco lontano, era testimone di un’altra cerimonia dove, in fila i morti senza medaglia reclamavano qualcosa, muti, silenziosi... le mogli e i figli assenti e con davanti nessuno e dietro il dolore che saliva lento verso il cielo a riempire gli spazi vuoti che Dio aveva loro riservato.