Lettera d'amore

 

Caro amore mio
anche nel sogno tu mi hai detto di no.
Qualcuno dirà che sei stata una persona precisa, sicura di te stessa, che non fai particolarità soltanto perché è la notte delle stelle cadenti ma, io, speravo fosse altrimenti.
Le stelle cadenti non lo sono più, sono cadute ed io ho espresso uno e più desideri, con la speranza che soltanto uno mi venisse esaudito: tutti riguardavano te.
E rivedo la sala ampia, affollata di gente che attendeva non so cosa, forse me, si, ero proprio io l'atteso e giunsi.
Bello, impomatato fino all'ultimo capello, un vestito nero luccicante e tu, smagliante, eri seduta da sola ad un tavolo in fondo alla sala.
È fatta, mi sono detto.
Il sogno s'avvera, ricevo complimenti da uno sconosciuto - dai - mi dice, hai visto che la stella ha fatto effetto.
Perfetto, mi dico io, mentre avanzo con una fisarmonica fra le braccia e la suono con fare sinuoso, penetrante e la musica fluisce come mai avrei pensato, ma nei sogni accade di tutto, non è vero ?
E suono e avanzo, avanzo e suono, tutti ballano felici, la musica è lasciva, forse un po' ossessiva.
Avvinghiati nella danza vedo volti sorridenti, denti luccicanti, occhi più brillanti, le stelle son cadute, sarà la volta buona.
Le mie mani han mille note, la musica è divina, ora sono quasi dirimpetto a te, diletto... amore mio.
La musica si ferma, io ti son davanti, allungo la mia mano e tu, con noncuranza, la stessa che conosco, allunghi il tuo piedino e dici: "stop, mi sei troppo vicino, mi levi pure il fiato, puoi andare via ti prego, aspetto l'uomo amato".
La notte è già finita, le stelle torneranno, forse altre ne cadranno, ma tu non ci sarai, come già accade di giorno.
Caro amore mio, perchè anche nel sogno tu mi hai detto di no ?
Oggi, 18 novembre dell'anno 1998 alle ore 3,30 è notte fonda ed ho ripreso in mano la fisarmonica ma, stranamente, lungo la via del ritorno, la musica non è più fluita da me, ho disimparato di suonare.