23 NOVEMBRE 1975

 

A poche ore dal matrimonio
ho visto in sogno
le vostre facce.
Rossetti scuri, rossetti chiari
e lunghe cravatte
dai nodi stretti, brutti,
malfatti
e le vostre grida di rabbia,
la lunga attesa
davanti allo specchio
per vedere poi
un'opera d'arte,
tanta fatica per la mia festa,
vi dico grazie,
sono commosso.
Poi all'improvviso
vi vedo tutti
con l'abito nuovo
e le scarpe pulite,
la voce tonante di gioia sicura,
precisa, studiata,
vedo la mamma, una lacrima
e in sogno mi sento felice.
Ed ora a voi, miei giudici neri
possa la vostra preparazione
guardare l'abito della sposa,
analizzare il colore
dei nostri pensieri
e poi gridare al resto del mondo
non invitato
che tutto va bene...
tutto ben fatto...
seguendo le regole
dei vostri padri,
nonni, bisnonni e cosi via.
Chi ha detto ha detto
chi ha fatto ha fatto
ma il bene
scolpito nel nostro cuore
e tutto il resto, signori miei,
scompare gia' dalla mia mente.
Non ci saran fiori
n luce, n bianco
domani al risveglio,
resteranno soltanto
i nostri pensieri nascosti
e il nostro sorriso.