PREGHIERA DEL POETA

 

Dio
amico mio
stammi ad ascoltare.
Questa
e' la mia preghiera,
preghiera del poeta,
essa e' strana
come colui che
l'ha prodotta,
funambolo della parola,
ma accettala cosi
ricercandone,
negli angoli bui,
il mio cuore.
Il mio esser poeta
deve per forza di cose
cercare nel ringraziamento
una forma, un ritmo,
una musica nascosta.
Potrei dirti:
grazie Dio d'avermi creato,
ma gia' altri l'hanno detto,
io devo rafforzarlo
col soffio impetuoso
della poesia,
quella che cerca fra le parole
la parola, quella giusta,
che dia risalto all'emozione,
alla commozione, al pianto.
La parola - Dio -
deve esplodere
al pari di un inno di gioia
intonato col coro.
Dio
a crescere e a salire,
Dio
ingrossando la voce,
Dio
cercando piu' voci
fra voi
voci prima timide poi
sempre piu' roboanti.
Dio
perche' si trasformi
il piano originale,
anche se la preghiera
in fondo e' quella uguale,
uguale come sempre,
Dio tu sia ringraziato
per l'avermi fatto e conservato,
per avermi generato
con la consapevolezza
d'esser poca cosa,
grazie comunque
d'avermi reso poeta.
Ho trovato
in questa serata d'allegria
le parole giuste
per giungere al Tuo infinito amore,
le solite rime con cuore,
ma...
fermiamoci qui,
che tutto debba
inevitabilmente finire
con la parola - Dio -
perche' possa essere perfetto,
Dio, Dio, Dio,
firmato, il tuo amico,
io.