Ci-ci...fri-fri

 

Ci-ci... fri-fri... ci-ci... fri-fri
era alle cinque del mattino
e il canto entrava dalla mia finestra
nella mia stanza da letto
dove eravamo in troppi,
Signore, mio Dio,
io c'ero, tu...forse no.
Eravamo in troppi
nella mia stanza,
c'era mia moglie
che si rigirava nel sonno
e c'ero io che non dormivo,
entrambi forse agitati
perchè c'era
anche nella nostra stanza:
la disperazione.
C'era anche questo immenso ci-ci
e poi un continuo fri-fri
che non mi disturbava affatto,
tanto grande era la disperazione
che sovrastava questo canto
infinitamente bello, ricordo,
infinitamente tutto;
Tu non c'eri.
Nella stanza immaginavo gli uccelli,
interpretando i ci-ci e i loro fri-fri,
fare mille e mille cose
e tutte stupende;
grandioso gioco della natura
come il richiamo
di un uccellino appena nato
e la risposta di una mamma
che suggella
la sua necessaria presenza.
E tutto accadeva
fuori e dentro alla mia stanza
mentre mia moglie non dormiva,
io neppure
e stavo ad ascoltare
le mie mille voci di dentro
che ti dicevano:
"ti prego Signore, se ci sei
fra tutta questa gente
che c'è nella mia stanza
e nella disperazione
che ancor più
faceva sentire la propria presenza,
se ci sei, Dio,
dimmi qualcosa."
Ma io non ti vedevo,
mio Dio, o mio Signore !
E quel continuo "ci-ci...fri-fri"
cominciava a sovrastare tutto,
copriva l'agitazione di mia moglie,
i suoi pensieri tristi e i miei:
l'assenza di tutti coloro
che non avevano allungato la mano
ad aiutarci,
la presenza di quelli che l'avevano fatto
per pugnalarci,
il tuo silenzio o mio Signore
e la solita disperazione.
Ci-ci...fri-fri...ci-ci...fri-fri
continuo, imperterrito e soverchiante
canto che filtrava
tra la persiana semichiusa
e martellava la mia testa
rincorrendo i pensieri neri,
quelli che ti cercavano
perchè di te avevano bisogno,
mio Dio, o mio Signore.
Poi, quando tutte le persone
che erano nella mia stanza
e tutti quei pensieri e la disperazione
si fermarono per un attimo
in un silenzio profondo,
solo rimase un ci-ci...fri-fri
che mi spinse ad ascoltare meglio
e a scoprire
che Dio era in tutti gli uccelli.
Egli aveva voluto svegliarmi
con questa melodiosa canzone
per dirmi che avevo già
tutto ciò che occorreva alla vita:
l'amore,
una grande famiglia
e la penna che il cuore
spingeva sul foglio di carta
per scrivere
che tu Dio, o mio Signore,
avevi cantato nella mia stanza
per darmi la forza di vivere.