L'altra luna

 

Sembrava veramente immensa l'altra luna, tentavamo allungando le dita di sfiorarla, di seguirne il contorno perchč ancor meglio il nostro sogno potesse avverarsi.
Era una luna di carta e aveva due cuori appesi, colorati col colore dell'amore, rossi di rosso fuoco nel bianco chiarore che la stessa luna, nonostante il suo essere di carta, emanava ugualmente per favorire la nostra battaglia.
La bianca luna ci seguiva alla ricerca dell'amore che le avevano insegnato e a volte l'indifferenza della gente la faceva sentire nuda, ma la cosa non la disturbava affatto, di coraggio ce n'era tanto, l'anima la si spremeva fino in fondo e noi, come maghi, trasformammo le parole vuote del poeta in amore concreto.
I pił deboli, pochi, rimasero indietro, s'allontanarono da noi che procedemmo scavalcando ostacoli come birilli, mentre gli altri appesi ai cuori rossi della nostra luna stanno ancora percorrendo strade che hanno lo stesso nome, amore, l'amore che ci fa gridare presente, tutti insieme uno per tutti, tutti per uno compreso il solito brontolone.
E la luna, la solita luna disegnata, inorgoglita dal suo essere sostegno per i nostri cuori appesi non temette il confronto con la vera luna che all'alzarsi del sole andava a dormire.
Nel frattempo la nostra amata luna proseguiva sulla sua strada della vita senza fermarsi mai.