Pensieri sparsi n. 5

 

La mia č la solita storia
d'un uomo
che rincorre la sua donna,
un sogno,
una nuvola chiara.
Una storia infinita
dove tutto ha il suo volto,
come un antico gioco
di bambini
dove nelle nuvole
dei temporali in arrivo
si cercano giochi,
case ed aquiloni,
volti di mostri e di fate
mentre io sto cercando
la curva del tuo viso,
il tuo sorriso,
un ricciolo scomposto,
una ruga,
la tua prima ruga nascosta.
No, non allontanare
la mia mano,
mi piace baciarti
sugli occhi,
perdere le mie dita
nei tuoi capelli di seta.
Ma queste mie dita vuote
sentono la tua mancanza.
Volendo potrei inventarti,
volendo potrei farti parlare
e rispondere
al mio richiamo d'amore,
volendo,
ma tutto sarebbe un'illusione,
un palloncino sgonfio
che ha bisogno del tuo fiato
per sollevarsi al cielo,
magari tra le stesse nuvole
dove ho dipinto,
di nascosto,
il tuo viso.
So che nel prossimo pensiero
io sarņ un altro uomo
diverso da me,
un uomo che,
purtroppo,
vive nelle mie scarpe.