Allo specchio ancora

 

L'uomo disse"per chi devo scrivere il mio verso",
"per la donna del cuore" gli rispose
il suo io che viveva nello specchio,
"per chi altri vorresti
consumare le tue ore,
e poi
non ne hai molte a disposizione,
oggi e' un giorno ventisette
domani sara' di marzo
e poi un anno e' andato,
vedi
occorre che tu faccia in fretta
a cercare il titolo
o ce lo metti dopo,
fai un po' come vuoi
la donna non ti aspetta,
falle almeno un riassunto
un accenno della storia,
l'inizio dell'amore
l'eccitarsi dei sensi
quello si...
piace a tutti,
il resto......
la banalita' che poi dovresti
tramutare in gioia
del trovarsi accanto
gliela racconterai dopo.
Gliela sussurrerai
in un orecchio
tra le ciocche
dei suoi capelli bianchi,
avanti...
c'e' tempo,
ma adesso scrivile
a lettere cubitali
la parola amore,
che la veda intera
che le penetri nel cuore.
Fallo in fretta
potresti rimpiangere il momento
rimpiangere l'ora
di un addio senza parole,
il vuoto nell'aria
di un bacio
che avrebbe potuto
renderti felice.
Si, fallo in fretta,
finisci il tuo libro
che lei aspetta,
finiscilo con una frase d'amore
che lei possa
ritrovarsi ancora
com'era un tempo
com'era allora
coi capelli al vento
nelle pagine bianche
che i tuoi ricordi
hanno riempito...
nella frase che ora il tuo dito
accompagna per esser letta
e poi ricordata",
mentre l'uomo disse... ma...
in fondo ero io
che ho scritto questi versi per te.