CARO ALBERTO

 

Caro Alberto
Immagino che mentre apri questa lettera le tue rugose mani stanno tremando, me ne dispiace, mai avrei voluto darti questo immenso dispiacere, ma e' la vita, tutto e' assurdo.
Assurdo dover sentire il sopraggiungere della morte in una persona cara, leggere nei suoi occhi parole che si dissolvono prima che vengano lette, cieli immensi dove ampie nuvole vagano alla continua ricerca dell'infinito.
Alberto, io in questo momento non posso essere accanto a te, forse non avrò più il coraggio di ritornare dopo, non so cosa il destino mi avrà riservato, ma oggi... di questo presente, un terribile momento che mi palpita accanto e che non esige domande, non chiede risposte, vuole soltanto essere vissuto, consumato, preso con gli occhi chiusi, assaporato nonostante che tra il profumo sconosciuto di fiori mai visti si senta anche il profumo della morte.
Alberto perdonami se puoi, questa vita mi ha svuotato.
Non siamo più giovani, nostro figlio è ormai lontano a vivere una vita sua, noi siamo sempre all'altro capo del filo di un telefono, tu assorto nelle tue cose d'ogni giorno, io a volte nei miei sogni di ragazzina, nelle pagine di un giornale, una novelletta rosa, un film d'amore che finisce inevitabilmente in un fazzoletto intriso di lacrime, Alberto forse.... la morte era già in noi e ci illudevamo d'esser vivi.
Alberto, caro Alberto, non ti ho mai tradito, ti ho rispettato, ma... ora.... devi sapere perchè questa pazzia mi ha portato via, io dopo trent'anni ho incontrato nuovamente i suoi occhi, ho letto la disperazione che non trova parole per essere spiegata, la disperazione degli ultimi giorni, quella che percepisce la fine della luce che muore alla fine del giorno, la fine della musica che annega nel silenzio infinito.
Io ho letto quella disperazione che senza parole stava dicendo:"Son tornato, ma è troppo tardi... la carne mia si sta corrodendo e spesso il dolore è più forte del sogno nel quale mi vado a rifugiare".
Maria... mi ha detto, dopo trent'anni... soltanto Maria... non ha avuto bisogno d'aggiungere altro..... i suoi capelli bianchi, il suo viso scavato... le sue mani scarne, magre con dita da pianista s'agitavano nel vuoto quasi anch'esse volessero esprimere migliaia di emozioni che le parole non riuscivano a tradurre per farmi capire; perdonami Alberto, ma io ho capito.
Non serviva parlare, gli ho teso la mano e varcando quella porta ci siamo trovati in un campo fiorito che non avevamo mai abbandonato, ci siamo rivisti ragazzi, abbiamo visto ciò che soltanto in sogno ci era permesso dalla vita.
Ha detto: “sto male”, ma io quel male l'avevo già sentito nella mia carne, nel cuore.
Ha detto: “sto morendo”, ma io quella morte la sto vivendo dal momento in cui ho incontrato il suo sguardo.
Ha bisogno di morire nuotando nel lago dei miei occhi, ha bisogno di un ultimo sorriso che solo in me sa trovare, io sono per lui l'ultimo soffio di vita, egli e' per me i primi battiti d'amore, i primi sogni di ragazzina che la vita mi ha portato via.
Saprai perdonarmi ? Non so, anche tu stai ora soffrendo, ma gli devo questi ultimi giorni che porterà con se per l'eternità nei cieli infiniti dove vorremmo trovarci dopo la morte, gli devo soltanto questi sguardi dove ha trovato un attimo di calma, dove lenisce la sofferenza, l'ultima, che la vita riserva all'uomo, noncurante di tutto ciò che egli ha vissuto, mentre i sogni come migliaia di fotogrammi rivissuti in fretta si rincorrono a voler fermare la vita, quella vita che forse domani, fra una settimana o poco più si condenserà in un ultimo minuto, in una parola spezzata, in uno sguardo che lentamente si rende opaco, in un respiro affaticato, in un nome udito ancora una volta, Maria, poi il nulla che mi attende.
Sta morendo, sto morendo, forse era destino e non lo sapevo allora quando i sogni si rincorrevano a cercare sorrisi, parole d'amore mai dette, mai udite, canzoni sussurrate dove le storie erano quasi sempre a lieto fine.
Sta morendo, sto morendo anch'io, a te Alberto resta nostro figlio, la mia richiesta di perdono, le fatiche quotidiane, forse ci rivedremo ancora in un mondo dove non esiste la sofferenza, l'invidia, la gelosia che forse ora ti corrode. In quel mondo ci troveremo uniti in migliaia di anime eterne che si doneranno amore, si regaleranno amore all'infinito. Questo è il mio ultimo sogno, la mia ultima riga di addio, ti ho voluto bene, perdonami, sta morendo, sto morendo anch'io.
Maria