IL MILITE IGNOTO

 

No !
Io sono il milite ignoto,
ridatemi indietro
i miei centomila ricordi,
riprendetevi intatte
le vostre corone,
cosa avrei voluto fare
non so,
ma ora piu' non importa
o forse soltanto
vorrei sentirmi
chiamare per nome,
la morte, la morte
c'e' a chi prende per strada
o nel letto
o nuotando nel fiume,
e in nome dell'amore
eravamo in tanti
e poi...
a morire di meno
ed io perdevo la piastra
spezzata
mentre stavo cadendo
senza forze ne sangue,
leucociti, diabete
ecco cosa mi viene
a sentir zuccherati e mielati
i vostri imponenti discorsi,
le parate,
i corazzieri impettiti...
no, non volevo morire
non volevo esser privato
dei miei centomila ricordi
poi
il mio nome
rivoglio il mio nome,
Andrea, Filippo, Giovanni,
chiamatemi tutti,
rivoglio provare il piacere
di udire il mio nome
e non esser riverito
come milite ignoto
con tanto di marmo,
in un luogo dove io non sono
mentre non sanno
dove m'hanno sepolto
mamma
essi han torto
perche' la' non c'erano
a morire di freddo e di fame
si, la'... sotto la neve,
no, non c'erano a morire annegati
o a morire bruciati
nel rovente sepolcro
di un carro... armato.
Il milite ignoto mi han detto
vedi, e' senza bandiera
e si !
Ma purtroppo
soltanto la morte
ci fa risentire
di nuovo fratelli
no, non e' bello
e poi qui son solo,
mentre altrove
dove c'e' il sole
e dove anche la pioggia
regala felicita'
la'
resta solamente a piangermi
la mia povera mamma
e mio padre guarda
quell'inutile medaglia
no, mamma non piangere
tuo figlio per te
non sara' mai nessuno
sebbene sepolto fra mille
d'identico nome,
migliaia, milioni...
di poveri figli
ma tu sai bene
cosa mi manca.
Mi mancano i prati assolati...
le sere d'inverno... tappati...
a rifare discorsi bagnati
da sorsi di vino invecchiato.
Ecco ! Maledizione !
Anche il vino e' invecchiato
con la sua bella targhetta d'annata,
esso ha un nome ed io ?
io che sono un essere umano...
Dov'erano coloro
che ora mi osannano, mamma
tu sai
ed io so
sebbene han provato a cercarmi,
han provato a fermare il mio sangue
che scorreva sull'erba
ma la terra...
piu' veloce e piu' in fretta
li ha depredati
del mio ultimo soffio di vita...
e da te, uomo qualunque della strada,
voglio soltanto
il tuo desiderio di lottare
contro la guerra,
questo soltanto io voglio,
non altro
non la tua compassione
che per me ora e' come mille corone
che invadono il mio mausoleo
ogni volta
che il rimorso universale si risveglia.
Cio' non serve a lenire
la mia sofferenza
ma a riaccendere
la mia voglia di vivere,
di vivere, saltare, correre ed amare,
abbracciare colei che diceva:
Giuseppe, Giovanni, Francesco
ti amero' fino alla morte
ed io son morto
giovane
decorato
in una giornata di sole
osannato
ed infelice
mentre il vento piano
faceva stormire le foglie
e mentre mia moglie
cercava la mia mano
scheletrica,
annerita,
sfracellata,
e mentre mia moglie
cercava la mia bocca
priva del fiato
e le mie labbra
senza piu' forza
per un ultimo bacio
ed io tentavo di farmi udire
in quelle nuvole chiare
gridando
amata moglie mia
io sono... io il milite ignoto,
ignoto anche a me stesso
come ti avevo promesso
ti amo oltre la morte
ma tu non senti
tu non mi riconosci
no !
No !
No ! il mio viso che tu amavi
e i miei sorrisi anch'essi
divennero cenere
nel mio essere soltanto
milite ignoto ricordo dell'uomo
che... ormai non puo' che restare,
pur sempre e controvoglia,
simbolo della guerra
dove altri verranno
e corone porteranno
e tanti ancora cadranno
sconosciuti
sui prati sempre in fiore
con le facce storte
e la voglia di gridare ancora
amore
amore
amore.