INUTILE

 

Inutile, mi sento inutile,
mi è già capitato altre volte,
un giorno parlai del Vietnam
ma mi accorsi
c'ero giunto tardi,
altri lo avevano detto prima di me.
Parlai del Cile
quando tutto era finito,
pensai... eppure
qualcuno sapeva prima di me,
avrebbe potuto dirmelo
prima che accadesse
ma è accaduto
e qualcuno ha scritto,
non serviva che lo facessi io,
i morti sono morti
e non ritorneranno.
Parlai
tra una guerra e l'altra,
ma a cosa serviva parlare
se accadevano lo stesso.
Dopo,
subito dopo le mie parole,
che ovviamente nessuno ascoltò,
si spedirono i soliti viveri
raccogliendo bambini sparsi
e facendo girare a vuoto
i soliti profughi
da una terra all'altra,
forse per confonderli
e far si che non potessero
ritrovare la via di casa,
ma quale casa ?
Parlai
con la carta geografica in mano,
cos'altro potevo fare ?
Di andare neppure a parlarne,
avevo paura,
sapevo soltanto parlare
e tra una parola e l'altra
tra uno scoppio e l'altro
i passi confondevano
la mia geografia imparata a scuola
ma sorpassata dalla storia.
La storia, quella no,
ha sempre parlato di morte,
serviva, sembra, solamente
a far ingrassare lo storico
che di parole si nutre
e fagocita intere frasi
che al posto del punto
mette un corpo dilaniato.
Io ho parlato ancora,
ieri della Bosnia,
domani m'accorgerò
d'essere stato ancora inutile,
inutile come sempre,
mentre gli uomini
col fucile in mano
al posto della penna
mi hanno cambiato il nome,
Bosnia non sarò,
cosa mai diventerà ?
Chissà mai perchè
sono l'ultimo a saperlo,
mi hanno reso oltre che inutile
anche ignorante,
quanto è strana la vita
anche la mia che vivo e scrivo
mentre a mille chilometri di distanza,
metro più metro meno,
un uomo muore
ed io nel frattempo
resto qui a domandarmi
se proprio tutto è inutile davvero.
Altra parola mi occorre
che in simili occasioni
la mente non sa trovare
e portare alla penna
mentre il fucile sta scrivendo.